Quali piani sono i più colpiti dai furti? Analisi delle statistiche recenti

Un appartamento al piano terra non presenta lo stesso rischio di un alloggio al quinto piano. Questa intuizione, ampiamente condivisa, si basa su una logica semplice: più l’accesso è facile, più il ladro è tentato. I dati recenti confermano in parte questa idea, ma rivelano anche che l’altezza da sola non è sufficiente a spiegare la vulnerabilità di un alloggio di fronte alle intrusioni.

Con circa 212.000 reati constatati nel 2025 secondo il SSMSI, i furti in abitazione rimangono un fenomeno massiccio in Francia, anche se la tendenza è in calo dalla metà degli anni 2010. Comprendere quali piani sono presi di mira consente di adattare la propria protezione in modo concreto.

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Accessibilità dell’edificio: il criterio che pesa più del piano

Esperto in sicurezza che ispeziona una serratura di porta d'appartamento in un corridoio di edificio residenziale, tenendo un rapporto statistico sui furti per piano

Prima di parlare di piani, bisogna parlare di porte d’ingresso. I dati recenti degli osservatori della sicurezza e delle assicurazioni mostrano uno spostamento nell’analisi del rischio. Il modo di accesso all’edificio pesa di più rispetto all’altezza dell’alloggio nella valutazione della vulnerabilità.

Un appartamento al terzo piano in un edificio senza codice d’accesso, con un parcheggio sotterraneo che comunica direttamente con le aree comuni, può risultare più esposto di un piano terra protetto da un vestibolo sicuro e da videosorveglianza. Le compagnie assicurative l’hanno capito: le loro griglie di tariffazione ora ponderano la presenza di un videocitofono, di un controllo accessi elettronico e della configurazione degli accessi secondari.

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Elementi come i balconi contigui tra appartamenti, le terrazze accessibili da un tetto piano vicino o i locali tecnici aperti creano percorsi d’accesso che il ladro individua in pochi minuti di osservazione. L’analisi fine di queste statistiche sui furti in appartamento in base al piano consente di comprendere meglio come ogni livello di un edificio presenti le proprie vulnerabilità.

Piano terra e primo piano: vulnerabilità per accesso diretto

Vista aerea di un edificio residenziale urbano che mostra i diversi piani e balconi, illustrando l'analisi dei livelli più esposti ai rischi di furto

Il piano terra rimane il livello più frequentemente preso di mira negli edifici collettivi. La ragione è racchiusa in una parola: rapidità. Un ladro privilegia gli alloggi in cui può entrare e uscire in pochi minuti senza dover utilizzare scale o ascensori.

Le finestre che si affacciano sulla strada o sul cortile sono il principale punto d’ingresso al piano terra. Una finestra socchiusa, una persiana mal fissata o una porta-finestra a vetro singolo sono sufficienti. Il primo piano condivide parte di questa esposizione, soprattutto quando un tetto, un muretto o una grondaia facilitano l’arrampicata.

Abiti al piano terra con un giardino privato? La siepe che ti protegge dagli sguardi protegge anche il ladro una volta nel tuo giardino. Questo paradosso spiega perché gli alloggi al piano giardino figurano tra i più derubati in zona urbana.

Punti d’ingresso tipici ai piani bassi

  • Finestre su strada o su cortile interno, spesso lasciate aperte in estate per la ventilazione
  • Porta-finestra che si affaccia su un giardino o una terrazza accessibile dall’area pubblica
  • Griglie di cantina mal sicure che consentono di risalire verso le aree comuni
  • Balconi del primo piano accessibili dal mobilio urbano (cassonetti, pensiline, muretti)

Piani intermedi e ultimi piani: una falsa impressione di sicurezza

Abitare al quarto o quinto piano riduce il rischio, ma non lo elimina. I ladri che prendono di mira i piani alti utilizzano metodi diversi. Passano per le aree comuni, approfittano di una porta d’ingresso dell’edificio lasciata aperta o seguono un residente.

Gli ultimi piani presentano un rischio specifico legato ai tetti. Negli edifici antichi, l’accesso al terrazzo è talvolta possibile dalla scala di servizio. Un ladro può scendere su un balcone dell’ultimo piano senza essere stato notato nelle aree comuni.

La configurazione dei balconi gioca un ruolo chiave ai piani intermedi. Quando i balconi si toccano da un appartamento all’altro, basta oltrepassare una separazione leggera per passare da un alloggio al vicino. Questo tipo di accesso laterale è documentato negli audit di sicurezza realizzati dai referenti sicurezza della polizia e della gendarmeria.

Audit di sicurezza gratuiti: uno strumento poco utilizzato

Da diversi anni, e in modo più attivo dal 2023, i referenti sicurezza della polizia e della gendarmeria offrono audit di sicurezza gratuiti a domicilio. Questi diagnosi analizzano la vulnerabilità del tuo alloggio tenendo conto del piano, degli accessi dal tetto, dei balconi contigui, dei locali per i rifiuti e della qualità delle serrature.

Pochi residenti conoscono questo dispositivo. È sufficiente contattare il commissariato o la brigata di gendarmeria del tuo settore per beneficiarne. Il referente si reca sul posto, esamina i punti deboli e fornisce raccomandazioni adatte alla tua situazione specifica.

Mettere in sicurezza il proprio appartamento in base al piano: i giusti riflessi

La protezione efficace dipende direttamente dal livello in cui vivi. Un dispositivo pertinente al piano terra può essere inutile al sesto piano, e viceversa.

  • Al piano terra e al primo piano: sbarre o griglie alle finestre accessibili, persiane avvolgibili con chiusura interna, rilevatori di apertura su ogni apertura che dà verso l’esterno
  • Ai piani intermedi: rinforzo della porta d’ingresso (serratura multipunto, angolari anti-pinze), verifica della solidità delle separazioni tra balconi
  • Agli ultimi piani: messa in sicurezza dell’accesso al tetto dalle aree comuni, rilevatore sulla porta-finestra del balcone, illuminazione automatica sulla terrazza
  • In tutti i piani: un sistema di allarme con rilevatori volumetrici rimane il dispositivo più dissuasivo, a qualsiasi livello

La tendenza al ribasso dei furti in Francia (circa 249.000 casi nel 2016 contro 212.000 nel 2025 secondo il SSMSI) mostra che gli sforzi di messa in sicurezza stanno dando i loro frutti. La diffusione di codici d’accesso, videocitofoni e sistemi di videosorveglianza negli edifici recenti contribuisce direttamente a questo.

La scelta del piano influisce sul rischio di furto, ma non lo determina da sola. La qualità degli accessi all’edificio, la configurazione delle aperture e i dispositivi di sicurezza installati pesano tanto, se non di più, quanto l’altezza. Richiedere un audit di sicurezza gratuito presso il tuo commissariato rimane l’azione più concreta per identificare le vulnerabilità specifiche del tuo alloggio.

Quali piani sono i più colpiti dai furti? Analisi delle statistiche recenti